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20.7.04

Il Governo Cinese contro la pornografia in Internet

Il governo cinese ha dato una fortissima accelerazione alla lotta contro la pornografia in Internet;  secondo quanto riportato dall'agenzia Xinhua, i siti identificati e che rischiano la chiusura sono più di 500,  e ne fanno parte non soltanto siti pornografici, ma anche siti che presentano contenuti parzialmente pornografici o sgraditi al governo. La novità è che i cittadini stanno collaborando col governo denunciando i siti e i loro gestori con più di 22.000 segnalazioni inviate all'Ufficio dell'Informazione del Consiglio di Stato, al punto che il potentissimo presidente cinese Hu Jintao, ha definito l'operazione "una guerra del popolo" contro la decadenza del mondo occidentale, causa di danni per le menti dei giovani cinesi. Questo enorme numero di segnalazioni, vero o falso che sia, da alle autorità la possibilità di ammantare le loro azioni violente e repressive con la volontà del "popolo sovrano". Il governo ha dato un ultimatum ai siti identificati; entro settembre dovranno rimuovere i contenuti pornografici o offensivi per la morale (e per il governo). Le pene? Tipiche di questa Cina dove la violenza e la corruzione di stato vengono nascoste da operazioni  altisonanti come questa.: la chiusura del sito,  se si è fortunati, altrimenti le famose pene detentive cinesi, confortate dalle parole del ministro della Pubblica sicurezza Zhou Yongkang secondo cui chi viola la legge deve essere punito con estrema severità; la recente condanna ai lavori forzati inflitta ai "cyberdissidenti" dimostra che il governo cinese continua la sua lotta per la sopravvivenza, minicciata da quella  tecnologia che lo stesso governo ha voluto.

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