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Le Nozze del Secolo

a cura di Marco Maggio

Erano le idi di Settembre e precisamente il 4 dell'anno 2002. Non era una giornata come

le altre, si avvertiva nell'aria uno strano ma piacevole profumo di primavera non faceva molto caldo e sopratutto fino alle 12 non ero ancora stato cazziato da mia moglie, cosa molto rara considerando il fatto che quel giorno io ero il testimone, anzi, uno degli 8 testimoni. Avete capito bene 8.

All'inizio tutti pensavamo ad un errore ma vi assicuro che quella cerimonia, e ne sono testimone, fu una delle poche ad avere piu' gente sull'altare di quanta ce ne fosse nella platea (battutina con sogghigno). Finalmente si faceva l'ora di andare, e come sempre in questi casi io e la mia famigliola eravamo in grave ritardo, tantoche' alle 16,15 (la cerimonia iniziava alle 16,30) giravamo ancora per casa cercando di capire se dimenticavamo qualcosa. Il panico sopraggiunse alle 16.25 quando Daniele chiamo' al telefono dicendo : "Marco, ma dove sei sbrigatevi Adriana (la sposa) e' gia qui e Paolo ti cerca", al che Mimma, (mia moglie), mi chiese chi fosse e io, con voce sicura, risposi "no no niente era Daniele a detto che Adriana e Paolo sono gia' sull'altare". Picciotti voi non ci crederete, ma una cazziata cosi' non l'avevo

mai subita, pensate che anche Alice, (mia figlia), mi guardava con gli occhi della madre come se dicessero : "ma non ti senti un verme ?". Anche quella volta riuscii a far passare in secondo piano la cazziata e cosi presa Alice passeggino e moglie ci incamminammo verso la chiesa che si trovava a poco da casa nostra, la chiesa di S.Francesco di Paola. Appena arrivati e precisamente alle 16.54, ebbimo 2 sorprese, la prima fu che di Adriana non c'era traccia la seconda era , si si lo so non ditemi niente e' lui si lui quello che ... si vi ho detto di siiiiii. Mi aveva veramente fatto una sorpresa (e pure bella va).
Passammo una piacevole attesa della sposa facendo curtigghio e ricordando cose passate, c'erano tutti Carlo, Seby, Alessandro e Monica che sarebbero venuti a ricevimento finito, Gregorio, Francesca, Francesca Benigno, Piero, sua Mamma, Alice, Mimma, Giovanna, Daniele, pure Paolo c'era magari solo fisicamente ma era li. Vestito impeccabile, portamento perfetto, bastone di scopa ingoiato, e non dalla bocca, la mattina stessa per assumere una posizione perfettamente eretta, (una dritta che gli avevo dato io), gel per capelli
"Spit  of cow", sudore sintetico da viso per una migliore prestazione fotogenica, fiore da occhiello recuperato presso la pomelia dell'androne condominiale con beneplacito dell'amministratore.

Insomma era felice !

Erano quasi le 17.30 e di Adriana niente, tantoche' Carlo ne sparo' una delle sue : "Stara' venendo in aereo e non riesce ad atterrare per il traffico, ma cu mu fici fari i veniri ?". Intanto cominciarono ad arrivare i primi parenti di Adriana e fu un buon segno, infatti da li a pochi minuti ecco che atterra ... ehm arriva la macchina. Tutti iniziarono ad entrare e prendere posto, era un festa di flash e auguri e finalmente si apre il portellone dell'auto e ......

Picciotti un pari ma non e' brutta brutta. Sembrava non toccare terra, scivolava verso l'entrata della chiesa mentre suo padre cercava di farsi dire da sua moglie, (la mamma di Adriana), se doveva mettersi a destra o a sinistra. Nel frattempo anchio mi accomodai alla mia postazione facendomi posto a gomitate tra i testimoni che si accalcavano sull'altare. Paolo attendeva quel momento con la stessa impazienza che aveva quando sua madre gli preparava il panino con la cotoletta e la melanzana, ed eccola finalmente, oramai non si scappa. Il rito del sollevamento del velo e il bacio della sposa era stato consumato, forse ancor piu' forte del sacramento stesso, con quella azione Paolo aveva imboccato il tunnel senza ritorno, una vita zeppa di cazziate lo aspettava.

(nella foto Paolo Adriana e la Mamma di Paolo nell'atto di minacciare la sposa affinche' non gli struppii troppo il figlio la prima notte, fonte Ansam)

Finalmente inizia la cerimonia coronata da una brava cantante lirica e un discreto pianista. La bellezza della chiesa scemava al cospetto della coppia ma non meno secondaria era la vista dei 4 dell'ave Maria, di cui potrete avere piu'informazioni scrivendo al webmaster.

(nell'ordine da sinistra : Carlo,Seby, Maurizio, Marco)

 

Io sinceramente commenti non ne ho, ma cosa si potrebbe dire su quattro elementi di questo tipo ?

La cerimonia andava avanti liscia e senza intoppi, dalla nostra postazione privilegiata il dominio visivo era pressocche' totale. Riuscivo a cogliere tutto dai visi di ogni invitato. L'invidia del parente che ha ancora un figlio o una figlia da piazzare, quello che non riesce a capire da dove ca.... prendono tutti sti soldi gli sposi, quello che pensa "minchia sono vestito proprio bene e tutti mi stanno guardando". A dire la verita' c'era anche qualcuno che diceva "voglio proprio vedere se cantano guardandosi sul viso come Tosca e Ron". Purtroppo questo non avvenne anche se ho visto Paolo che un paio di volte stava partendo alla volta della cantante per prenderne posto, infatti dovete sapere che Paolo pensa di saper cantare e tutti noi siamo tanto amici da lasciarglielo credere. Le mani si incrociano, gli anelli si infilano, applausi  flash, film e Piero che continuava a sparare foto come se fosse a DisneyLand per la prima volta, finalmente arriva la firma.

Ragazzi e' stato un secondo matrimonio !

Trentacinque minuti netti di firme continue con pit-stop per cambio inchiostro, tra l'altro, toccava a Seby, e non so chi, ma se lo trovo se la deve vedere con me, gli vanno a dare una penna stilografica con il pieno di inchiostro appena fatto. Ma lo capite cosa sarebbe potuto succedere ?

Ma comunque, foto di rito, riso e finalmente se va a magna'. Trascurabile dirlo ci siamo arrivati giusti giusti in ritardo, in quanto anzicche' in sala allunghiamo per Trabia, ove villeggiamo per il periodo estivo, va be potreste dire "Trabia e' vicino a Casteldaccia", si voi avete ragione, ma noi ci siamo andati con la macchina di Gregorio e guidava Gregorio, ma lasciamo stare, questa e' un'altra storia. Lasciata Alice da Zuccarata da Nonna, fecimo strada per Trabia arrivando al complesso Zagarello, rinomato e famoso locale per trattenimenti, ragazzi non avevo mai visto un settore piscina cosi grande come questo, figuratevi che anche Seby ebbe quasi voglia di farsi un tuffetto carpiato col mutandone da festa e cuffia, ma venne distolto da Francesca Benigno ingelosita. L'atmosfera era delle migliori, musica di sottofondo antipastini buonissimi e in quantita', drink di vero gusto, sopratutto la cosa che notai di piu' fu la possibilita' di prendere gli stuzzichini senza doversi accalcare e sgomitare come nelle buone famiglie che applicano la regola "miegghiu io ca tu, e cu si nni futti si arriesti diunu". La serata andava sempre migliorando, la brezza serale andava scemando lasciando posto a una calda serata d'estate, la piscina coronava con una piacevole frescura e sopratutto teneva lontani i numerosi infanti che partecipavano il banchetto. Le portate si susseguivano con regolarita' e la qualita' faceva da padrona, particolarmente apprezzati i frutti di mare il cui sapore raramente ricordo di aver tastato in tutta la mia vita.

Si faceva sempre piu' tardi la musica distraeva la mano che sempre piu' accompagnava la coppa al sorso, sempre meno ci si alzava per verificare lo stato degli altri commensali. A tal proposito e' bene ricordare che anche qui, Monica, conoscete tutti Monica in arte Renato Zero, come sempre si fece protagonista di una delle sue rappresentazioni migliori. Inizialmente inizio' con un: "E miii sto morendo di fame non ce la faccio piu', ecco uno stuzzichino .... (gnam gnam), .....che schifo non ne voglio piu' non ho piu' fame (uuhhahaaa uuhahhhaaa)",

qualche ora piu' tardi torna all'attacco dicendo: "miii Saandrooo mi nni vuogghiu iri intra, aiu sonnu, ava, ava, avaaaa", vedendo che nessuno l'ascolta fa subentrare lo switch dell'estraneamento, cosa vuol dire ? direste voi, si tratta di una tecnica infallibile che permette di uscire da situazioni scomode come quella di dover salutare tutti ed evitare quindi la terribbile attesa della torta, miraggio di ogni invitato a matrimoni. La tecnica consta delle seguenti mosse :

Monica diffida chiunque all'uso di questa tecnica. Chi volesse esercitare la suddetta dovra' contattarla attraverso lo scrivente oppure attraverso una e-mail al suo ragazzo Alessandro 

Dopo esserci giocata Monica la torta si faceva sempre piu' vicina. Nel frattempo Adriana e Paolo si godevano la loro serata il loro protagonismo meritato e sostenuto da tutti i commensali che a turno si recavano presso il loro tavolo. Da segnalare il solito invitato invidioso che assieme alla famiglia non si degna neanche di un sorriso verso la coppia e ai loro genitori (argomento da approfondire in presenza di Adriana e Paolo). Ma adesso basta cosi, e' arrivata l'ora di brindare .......

Brindisi

Finalmente era finita per tutti, e cosi' una massa di baci si inizio' a muovere lasciandomi comunque indenne. 

Un passaggio mi avrebbe riportato a Palermo 

La macchina era quella di Carlo, a bordo eravamo io, Seby, Piero e sua Mamma. Non so per quale motivo, ma Carlo aveva una maledetta fretta, probabilmente la sua rinomata diarrea che si affacciava nelle situazioni meno opportune. Fu in quell'occasione che, appena entrati in autostrada a Casteldaccia,  venne fuori la leggendaria frase  :

"Minchia, non pensavo che Casteldaccia fosse cosi' vicina a Palermo"

Arrivammo comunque indenni e Carlo anche quella volta ando' a ........................

Spero che questa gita nel ricordo sia stata di vostro gradimento e spero sopratutto che di matrimoni ce ne siano.........., ma tra un po ! 

Datece Tregua.

 

Per chi volesse approfittarne cliccando qui puo visionare la galleria delle foto del matrimonio del secolo, gentilmente messe a disposizione dall ing. Piervincenzo Rizzo, a cui va un ringraziamento particolare per la realizzazione di questo articolo. E va be va, un altro ringraziamento facciamolo a me, grazie, grazie.

Marco Maggio