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Una sdimistichiata a Ficuzza

(20-10-2002)

 

 

Di Ficuzza, il mio amico Gregorio, me ne parlava sin dai tempi in cui non eravavamo ancora sposati, ma pensando che fosse mosso da incontenibili smanie sessuali, non gli davo retta. Col tempo però, l’argomento Ficuzza non si è mai sopito, anzi, causa esuberanti produzioni giovanili di testosterone, (togliendo, il vezzeggiativo "…uzza"), siamo andati, ognun per la sua via, baldi e rampanti alla ricerca costante ed indefessa di quella vera, l’unica, insomma, di quella….. "originale". L’abbiamo trovata !  Ora, padri di figli e mariti di mogli, l’argomento "Ficuzza", vuoi per stanchezza, vuoi per monotonia, da qualche tempo, insistente, era tornato a roderci la mente! Finchè, dopo vari tentativi di coinvolgimento tra amici molli e sedentari, dopo ben tre settimane passate ad organizzare la "zingarata", dopo vari rimandi e posticipazioni, una bella domenica di Ottobre, con la pioggia o  con la neve od anche sotto il solleone, a Ficuzza dovevamo andarci per forza! E così fu!

 

Quella mattina l'organizzazione lascio' molto a desiderare, vuoi perche' Mimma e' da tempo fuori dal giro, vuoi perche' la voglia di partire non c'era per niente. Stranamente anche quella mattina io Mimma e Alice fummo ancora una volta in ritardo, nonostante cio' arrivammo in via dei Fiori  secondi, mentre i capoclassifica non potevano che essere Daniele 'u sdimistichiatu' e la sua compagna. Poco dopo ci raggiunse Seby, e a 30 minuti Gregorio, mentre la sua sposa Francesca era a casa della sua mamma, (di questi due non si e' ancora capito se sono sposati o no, per si e per no Gregorio dorme spesso da solo a casa (?) ,chiamalo scemo  ). Telefonicamente Fabio e Barbara, a cui si unirono anche Rosario e AnnaMaria detti i "ninu no, ninu no", ci avvisarono del loro pauroso ritardo chiedendoci di iniziare a far strada. Dimenticavo di citare la presenza di Alessandro e Monica, che comunque ebbero una presenza prevalentemente fisica e di margine, sopratutto Monica. La colonna riusci a muoversi alle 10,15, dico sempre che non devo farlo piu', ma anche questa volta finimmo in macchina con Gregorio.

 

Destinazione Marineo via Villabate Bolognetta.

 

E' nel tratto Misilmeri Bolognetta che il primo episodio rilevante della giornata si verifica. Una sosta ad un distributore ci costringe a fare un pitstop tecnico, ed e' in questo frangente che Daniele prosegue mentre Sandro si accinge a fermarsi per aspettarci, ma nel frattempo Fabio e Rosario ci raggiungono convincendo Sandro a continuare.

 

 

Non l'avesse mai fatto. Sandro si e' perso ! Lo hanno lasciato indietro ! causa una media di velocità che la Uno di Sandro avrebbe avvicinato solo in qualche settimana.

 

Sicuramente era gia mezzo mezzo con Monica!, infatti mi chiamo' al telefono devo dire un po adirato se non bello incazzato e quindi, cogliendo l'occasione, mi di disse anche : "Senti io dovevo portare il vino, ma per ripicca non l'ho preso, perchè mi avete detto che c'era!" . Ovviamente non lo presi minimamente sul serio, ma il dubbio di un fondo di verità nelle sue parole mi colse poco dopo aver chiuso il telefono. La situazione era veramente tesa. Lo raggiungemmo e scoprii che Gregorio oltre a perdersi quando deve seguire qualcuno, riesce a perdersi anche se e' lui a fare strada !

 

A Marineo fecimo scorta di Pane e come sempre, Fabio senza controllo alcuno fece la spesa da solo.

 

 Ma perche' perseveriamo ?

 

Potreste dire "perche Fabio la spesa non la sa fare? ", rispondo con un secco "NO!", infatti le olive che aveva acquistato furono comodamente dimenticate dal venditore, e comunque pagate ! Ma lasciamo perdere se no la bile sa dove arriva. Sandro, ma piu' di lui Monica, cuoceva a fuoco lento. Arrivammo finalmente a Ficuzza, ovvero la superammo addentrandoci nella boscaglia per trovare un sito non attrezzato idoneo alle nostre esigenze, ovvero lontano dalla civiltà e dalla vera vucciria che stava lentamente montando nelle varie aree attrezzate della zona. Non vi dico quello che successe, anzi si ve lo dico. Per primo Daniele ando' in panico quando si accorse che dove eravamo i cellulari non avevano copertura, inizio' a dire "Marco lo vuoi capire che qui Rosario e Fabio non ci troveranno mai ? (erano infatti rimasti a Marineo), e poi Rosario non salirà mai fino a qui sopra, la strada e' troppo accidentata", e io rispondevo "non ti preoccupare ora scendiamo in paese per prendere l'acqua (che avevamo ovviamente  dimenticato) e ti faccio vedere che li troviamo  e Rosario salirà con la macchina fino a su", ma Daniele che sappiamo com'è ribatte  "ma che dici io a Rosario lo conosco, quassù non ci viene...." e io "vabene allora gli diciamo che la macchina la lascia in paese e sale con quella di Fabio o la tua, va bene ? sei più tranquillo ?". Ovviamente dopo avergli trovato la soluzione andò in crisi per alcuni minuti, ma subito dopo tornò alla carica contrattaccando "qua non piacerà a nessuno, non verranno qui, perchè gli avevo detto che rimanevamo giù in un'area attrezzata con i tavoli e le panche". Come fini' ?

 

Rosario arrivò su al posto scelto con la sua macchina e andò da Daniele dicendogli "Daniele sei un grande questo posto e' bellissimo, e' molto migliore rispetto alle aree attrezzate, la c'era troppo casino !". Feci finta di niente e come Dante con Virgilio mi dissi "non ti curar di loro e passa ".

 

Ma che bella giornata ed eravamo solo all'inizio.

 

Il rito del fuoco ci impegnò per un'oretta distraendo anche Alessandro che mesceva come suo solito vino di discreta anzi dubbia qualità, i gruppi di discussione erano vari e  ben distribuiti, Alice razzolava per i prati alla scoperta di nuovi elementi commestibili, Michele e Anna si divertivano come bimbi della loro età dettano, io spiluccavo formaggio e melanzane sdraiato sulla tovaglia da picnic con il compito di segnalare periodicamente il non lontano centro TeleSpazio dello Scanzano che dalla nostra posizione spiccava con il suo blu elettrico. Mimma conduceva vive discussione sui rapporti postmatrimoniali con Barbara Giovanna Annamaria e Francesca.

 

E Monica ? 

 

Riusci a vincere 4 volte di seguito ad un  solitario con le carte. Ma come fa, come fa ?

 

Il massacro della carne iniziò, sfornate continue e ripetute di carne cruda e mal cotta ci bombardava senza pietà. Unico sollievo il pane il formaggio il vino e la solita melanzana. Tutto proseguiva comunque tranquillamente, Alice volle addormentarsi solo in braccio e passeggiando per i boschi, i ragazzi continuavano a coltivare i propri argomenti preferiti quali il calcio, il sesso, (il foro non manca mai), la politica. Ed ecco che alle 15.30 circa una voce silenziosa si leva e muove le chete acque. Andiamo al Santuario di Tagliavia, all'unanimità dicono tutti "siiii andiamoooo".

 

Per dovere di cronaca sono costretto a dire quello che successe.

 

Per uno strano motivo, probabilmente dettato dall'aria salubre, Monica, decise di iniziare a far strada sulla trazziera di ritorno da sola e a piedi ! E che c'e' di strano ? direte voi.  Nulla, fin qui e' tutto normale, la cosa che purtroppo ci ha dispiaciuto e' che Sandro, probabilmente stanco e annebbiato dal vino, se ne andò a Palermo dimenticandosi di portare con se Monica, che quindi rimase con noi avendo cosi la fortuna di andare al famoso santuario della Madonna di Tagliavia. Per raggiungerla passammo un luogo che e' una pietra miliare del magna magna siciliano, l'inizio di una strada costruita negli anni 50 dalla cassa per il mezzogiorno, ( un ceppo in pietra lo testimonia ), completamente in stato di abbandono, ma nello stesso tempo affascinante. Ovviamente, anche se correttamente esposta, la storia di questa strada e' stata assolutamente ignorata e immediatamente dimenticata dai miei compagni di gita. Arrivati al santuario, una vera cattedrale nel deserto, una piccola pausa mentale e fisica ci rigenerò, e dopo esser riuscito a far mangiare un intero fior di  fragola ad Alice, ci rimettemmo in marcia verso Palermo via Piana degli Albanesi per l'immancabile tappa del cannolo. Piacevole la strada non quanto la guida di Gregorio che a quanto pare nessuno ha ancora spiegato che le marce si scalano una per volta. La tappa del cannolo e' stata all'insegna del massacro addominale. Francesca dopo una breve titubanza decise di dare sfogo a desideri repressi assimilando una quantità spaventosa di saccarosio glucosio fruttosio e alcool dolciario, ovviamente coadiuvata da Barbara, Fabio e Giovanna che per solidarietà non potevano che aiutarla in questo strenue gesto. Io e Alice in braccio commentavamo questo giudizio universale, quando ad un tratto con una zampata improvvisa Alice afferra un biscotto dal bancone che azzanna immediatamente per evitare di doverlo restituire. Anche lei nel girone dei golosi!, per fortuna la madre non c'era, intenta a tessere argomenti di psicologia e psicoanalisi mentale del rapporto uomo donna con Monica in macchina. Finita anche questa facciamo direzione Palermo via San Giuseppe Jato, (anche se secondo me si allungava di parecchio), che purtroppo non abbiamo potuto fare in quanto a Portella della Ginestra la strada era interrotta per frana, pertanto retromarcia e via verso Palermo per Altofonte. Monica era cotta marcia di rabbia piena di stanchezza pipi e fame, tutti non vedevamo l'ora di arrivare a casa, cosa che avvenne solo alle 19 di quella terza Domenica di Ottobre del 2002. Voi direte ma e' finita così ?  

 

SI !

 

Morale della Gita : 

"Se Sandro e Monica, o qualcun'altro e' titubante a fare una gita, dategli ragione e convincetelo a non venire" 

 

 

Marco Maggio Nunzio

 

Siamo spiacenti di non poter inserire momentaneamente foto di questa giornata in quanto in via di sviluppo e stampa al fine di poter essere scannerizzate. Sara' cura del WebMaster limitare nel tempo questo temporaneo disagio a meno che qualcuno non le fornisca.