250 milioni di servizi TLC non richiesti
E' questa la cifra che, secondo un'indagine presentata all'autorità per le garanzie nelle telecomunicazioni dalle principali associazioni di consumatori, tra cui UNC e Adiconsum, gli operatori telefonici guadagnano con l' attivazione di servizi telefonici a pagamento non richiesti. I principali imputati, a parte Telecom, attore principe di questa triste commedia, sono Wind, Fastweb e Tele2. Il fenomeno negli ultimi anni è sensibilmente aumentato, nonostante l'aumento delle proteste da parte degli utenti, proteste che purtroppo non sempre danno vita ad una azione legale; spesso infatti, si preferisce pagare piuttosto che seguire una via legale lunga e incerta, cedendo oltretutto ad una serie di bieche minacce che vanno dalla rescissione del contratto in caso di operatori diversi da telecom, che oltretutto in questi casi impone delle forti e del tutto immotivate spese di riallacciamento, alla disattivazione della linea con conseguenti costi di riattivazione nel caso di contratto diretto con Telecom. Insomma oltre a queste pratiche scorrette, per le quali l'articolo 18 del decreto legislativo 114/98 prevede una sanzione di 5.164 euro e la sospensione delle attività di vendita", gli operatori aggiungono minaccie e ricatti. Le società commerciali a cui le compagnie telefoniche si appogiano per la vendita dei servizi, arrivano anche a falsificare le firme sul contratto di abbonamento del servizio, commettendo il reato di falsità in scrittura privata previsto dall'articolo 485 del Codice penale, punibile con la reclusione da sei mesi a tre anni; tutto questo a fronte di un servizio scadente, della confusione generata dalla posizione dominante della Telecom, e dal palese cartello per tenere i prezzi alti che coinvolge tutti gli operatori italiani. In caso di attivazioni non richieste, tutte le associazioni di consumatori consigliano di non pagare e di denunciare l'accaduto.






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