Il garante delle TCL critico verso la banda larga
Molte ombre e poche , pochissime luci nel rapporto sullo stato del nostro sistema delle telecomunicazioni presentata dal garante delle TLC Corrado Calabrò. Tra le oscenità indegne di un paese civile: la legge Gasparri, palesemente costruita ad arte per berlusconi, il nostro dittatorello all'amatriciana; lo strapotere del duopolio televisivo, che continua ad accaparrarsi sempre più spazio a discapito di altri operatori televisivi, praticamente dei nani se confrontati con mediaset e rai e il ridicolo sviluppo della rete a banda larga. Secondo Calabrò, la banda larga rappresenta uno dei più importanti fattori abilitanti per lo sviluppo del Paese, sia sotto il profilo economico sia sotto l'aspetto sociale e culturale; per questo è necessario avviare una seconda fase della liberalizzazione improntata ad una accelerata diffusione dei nuovi servizi a banda larga, con una riduzione dei prezzi e con lo sviluppo delle piattaforme di rete da parte degli operatori alternativi». Il garante punta il dito sul monopolista Telecom, sulle sue pesanti responsabilità per lo stato di arretratezza rispetto al resto d'europa e sul sistema artificioso messo su per mantenere alti i prezzi a suo esclusivo vantaggio. Ovviamente le raccomandazioni del garante, in un paese in cui le sue funzioni sono state letteralmente spogliate di autorità , resteranno lettera morta. Grande soddisfazione è stata espressa dal garante della concorrenza e del mercato Catricalà , e da Sandro Curzi; ma fino a quando ci accontenteremo solamente della soddisfazione morale?






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